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Naso e vino, ultime da Londra

Assicurato il naso di Ilja Gort, produttore di vino, per 5 milioni di euro. Messa a punto una 'lingua elettronica' che riconosce i vini.

Parliamo di: naso, londra, vino, enoturismo

Gb, produttore di vino si assicura il naso per 5 milioni di euro

Londra. Cinque milioni di euro: è questa la cifra per la quale i Lloyd’s di Londra hanno assicurato il naso di Ilja Gort, produttore di vino e musicista olandese, proprietario di un castello del 14mo secolo nella regione francese di Bourdeaux. "Abbiamo vinto alcuni premi importanti e so quanto sia importante avere un naso", ha confessato al ’Times’ il viticoltore, sostenendo che mentre la lingua può distinguere solo cinque sapori, il naso è in grado di distinguere milioni di diversi profumi. "E’ la mia ricchezza più grande - ha continuato il 47enne Gort - Molte persone credono che fare del buon vino dipenda da quanto sono sviluppati i sensi, ma in realtà si tratta solo di naso". Ancora, al quotidiano londinese, ha rivelato di come adesso stia "più attento" e per questa ragione, ha scherzato, "ho anche smesso di mettermi le mani su per il naso". La polizza assicurativa stipulata con i Lloyd’s, gli vieta di praticare sport invernali, la boxe, di fare l’assistente di lanciatori di coltelli,

da: www.estense.com

 

Vino, addio al sommelier. Messa a punto una "lingua elettronica" che riconosce vini e annate

Londra. Presto i sommelier potrebbero non avere più bisogno del loro naso: un team di ricercatori internazionali ha messo a punto una ’linguà elettronica in grado di riconoscere i vini, indipendentemente dall’annata. L’apparecchio, riporta la rivista di scienze bioanalitiche The Analyst sul proprio sito Internet, è stato sviluppato presso l’Istituto di microelettronica di Barcellona e, grazie alle sue capacità multisensoriali, non solo distingue la varietà della vite da cui proviene un vino ma può essere utilizzato anche per analizzare l’uva prima della raccolta. La ’linguà elettronica, che in realtà è una scatola di metallo vagamente somigliante a una vecchia radio, dispone di sei sensori che riconoscono le sostanze caratteristiche di determinati tipi di vino. L’apparecchio, ha spiegato la ricercatrice spagnola Cecilia Jimez-Jorquera, risponde alla necessità dell’industria vinicola di accelerare le procedure necessarie a riconoscere le qualità dei vini e quindi di ridurre i tempi delle analisi di laboratorio. Nel team di ricercatori, che non vede alcun italiano, ci sono anche Lia Moreno i Codinachs, Joachim Kloock, Michael Schoening, Antoni Baldi, Andrej Ipatov e Andrej Bratov.

Da: www.lastampa.it

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Inserito il 16 Agosto 2008 nella categoria Spigolature

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