Architettura e vino: sono numerosi i produttori di vino che decidono di affidare la costruzione della cantina ad architetti famosi.
Milano, 4 settembre 2008 - Dalla cantina Petra al Museo Provincial del Vino, dal centro Loimer alla cantina Peregrine Winer, l’architettura e il design incontrano l’arte del bere. Le cantine vinicole d’autore si moltiplicano in tutto il mondo: sono numerosi i produttori di vino che decidono di affidare la costruzione della propria struttura produttiva o rappresentativa ad architetti di fama internazionale.
Cantine d’autore Cantine, sale di degustazione, musei del vino, winecenter, hotel e centri benessere. Bianco o rosso, frizzante o fermo, barricato o invecchiato. Il palato si lega alla vista e il sapore va a dettare le misure architettoniche della cantina. Insomma, contenitore e contenuto si fondono in un legame sempre più profondo e ricercato. Oltre alla classica cantina, recentemente sono nati alcuni progetti al servizio del vino: strutture adibite non solo per produrre e conservare il vino, ma anche per promuoverlo sul territorio. Molte architetture svolgono, infatti, il ruolo di accogliere il visitatore e orientarlo nella scelta dei vini, oppure di stupirlo e sedurlo con le proprie forme o ancora di insegnargli le peculiarità del terroir in cui si trova.
I luoghi del vino Luoghi baricentrici di produzione quali Cile, Australia, Nuova Zelanda, Australia, Slovenia ma soprattutto Spagna e Italia accolgono queste opere, che sono state prevalentemente terminate negli ultimi cinque anni e che si differenziano tra loro per grandezza e per produzione annua di bottiglie. La firma dell’architetto è un requisito consolidato di molte cantine di successo. Nomi nazionali e internazionali firmano progetti come le cantine di Manincor, Cascina Adelaide, La Brunella, Petra e Rocca di Frassinello. Tali spazi sono diventati vere e proprie mete di visita in grado di offrire al turismo un’occasione ambita data la doppia valenza culturale ed enologica. Da sottolineare è che l’enoturismo condiziona in molti casi le scelte alla base di questi progetti, dalla loro collocazione strategica sulle vie di comunicazione, alla distribuzione del manufatto a misura di pubblico, alle scelte architettoniche.
Le cattedrali del vino Numerosi i progettisti (anche molto giovani) dedicano molta attenzione all’impiego dei materiali e, parallelamente, alle caratteristiche dei terreni. Le "cattedrali del vino" - veri e propri edifici di culto - vengono quindi progettate tenendo in considerazione le tecniche costruttive, i modi insediativi, la natura intrinseca del territorio e le peculiarità ambientali, climatiche, geologiche che tanto influenzano il prodotto stesso per cui sono state create (per esempio i progetti di Leitao Barbosa, Boroli, Siza, Viñè e Daroca).
Da: http://www.ilgiornale.it
Inserito il 04 Settembre 2008 nella categoria Spigolature
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