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Il prezzo della qualità

Chi l'ha detto che la qualità vale per quanto si spende? Da Milano e da Londra due storie interessanti da questo punto di vista.

Immagine riferita a: Il prezzo della qualitàCarlo Cracco, chef e proprietario del ristorante "Da
Cracco"

Chi l’ha detto che la qualità vale per quanto si spende? Menù da mille e una notte e vino di qualità sono solo a costi elevati? Da Milano e da Londra due storie interessanti da questo punto di vista.

Ristorante Cracco, una cena al veleno

Tagliolini, uova al tegamino e una bella grattata di tartufo d’Alba. Il tutto innaffiato da ottimo vino. Cena da intenditori. Da Cracco, uno dei ristoranti migliori d’Italia. Solo che quando è arrivato il conto, presentato dal cameriere all’amministratore delegato di una grande società, la cena è diventata al veleno. Il conto: 4.140 euro, e sono dovuti intervenire i carabinieri prima che clienti e ristoratori venissero alle mani. Poi è toccato agli avvocati.

E adesso spetterà a un giudice civile stabilire chi dovrà bere l’amaro calice del risarcimento. Perché il manager è uscito senza pagare. E’ successo il 13 dicembre scorso. Nel ristorante di via Victor Hugo, 100 metri dalla Madonnina, si siedono in sei: il manager e cinque suoi ospiti. Il clima è prenatalizio, l’ambiente discreto e la cena prevede tartufo bianco grattugiato su tagliolini e uova al tegamino.

Il tutto accompagnato da un menù classico di Cracco (150 euro a persona), con un aperitivo a 20 euro e due bottiglie di vino pregiato da 180 e da 150 euro ciascuna. S’alzano i calici, si loda il tartufo ma quando il cameriere porta il conto, iniziano le convulsioni. «Scusi, forse c’è un errore». Macchè. Anzi, se un errore c’è, fanno notare al ristorante, è a favore dei clienti visto che a fronte di 6 coperti calcolati, sulla ricevuta si parla di 4 portate. Le sole grattugiate di tartufo vengono calcolate in 300 grammi a 10,9 euro il grammo, per un totale (cucina compresa) di 3.730 euro.


Fonte: Paolo Colonnello (La Stampa)

Immagine riferita a: Il prezzo della qualitàHeston Blumenthal, chef pluridecorato

Heston Blumenthal costretto a chiudere il suo Fat Duck

Mentre, nella contea del Berkshire, succede che Heston Blumenthal è costretto a chiudere il suo Fat Duck, miglior ristorante della Gran Bretagna e secondo del mondo, a causa di un giallo intossicazioni

I problemi sono iniziati tre settimane fa: una prima telefonata, un cliente che dopo aver gustato la cena era tornato a casa ed era stato poco bene. Nessuno, allora, si era preoccupato più di tanto. Quando le chiamate sono diventate cinque, dieci, venti, infine quaranta il capo ha deciso: non c’ era altra scelta che chiudere il ristorante. L’ intossicazione da cibo è spiacevole in ogni caso. Quando a provocarla è un’ esperienza culinaria per la quale bisogna prenotare con almeno sei mesi d’ anticipo e che è considerata unica al mondo, diventa uno scandalo.

Il ristorante costretto a chiudere i battenti, infatti, è il Fat Duck di Bray, nel Berkshire, che è non solo il migliore in Gran Bretagna, ma il secondo al mondo, dietro solo spagnolo El Bulli. Questo a sentire la rivista Restaurant. Oltre alle tre stelle Michelin, il proprietario e chef Heston Blumenthal si è guadagnato una reputazione come genio dell’ alchimia gastronomica...

Cosa abbia causato i malori è tutt’ altro che chiaro. Il Fat Duck ha parametri igienici particolarmente severi. «Nel 2004 abbiamo ingaggiato un’ agenzia specializzata che monitorizza di continuo la situazione, non volevo lasciare niente al caso». Per ora gli ispettori del Comune non hanno trovato alcun indizio, così come vane si sono dimostrate le indagini degli esperti dello chef. I cibi e i locali analizzati hanno passato l’ esame a pieni voti.

Si è pensato quindi a un virus trasportato da uno dei camerieri, o degli addetti ai lavori in cucina, ma niente: tutti sani. «Non riapriremo sino a quando non saremo andati a fondo alla questione. Non possiamo rischiare un incidente del genere di nuovo», ha precisato Blumenthal. Si tratta di una misura finanziariamente punitiva - il menù degustazione, infatti, costa 130 sterline a coperto, bevande escluse - ma a Blumenthal più del costo pesano stress, preoccupazione e dispiacere. «Questo per me è un incubo. La cucina è il mio laboratorio». Per ora sono 400 i clienti la cui prenotazione è stata cancellata. Potrebbero diventare di più. «Speriamo di risolvere il problema entro la settimana prossima»

Fonte: Paola De Carolis (Corriere della Sera)

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Inserito il 04 Marzo 2009 nella categoria Spigolature

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