L'ultimo nato della cantina Alessandro di Camporeale. Un Sauvignon in purezza che prende il nome dal Syrah.
Il Kaid ora va in biancoIl debutto programmato per fine settembre. Antonino Alessandro: 'Con quest’etichetta vogliamo imparare a bere vini senza fretta, che sappiano aspettare e stupire dopo anni di attesa'
Un nuovo bianco è nato in casa Alessandro di Camporeale. È il Kaid Sauvignon Blanc 2009. Un Sauvignon diverso come tengono a precisare il produttore Antonino Alessandro e l’enologo che l’ha creato, Vincenzo Bambina. Dai "cugini" friuliani o altoatesini questo vino ha preso ben poco, crescendo nel territorio di Camporeale, a pochi chilometri da Palermo, ha sviluppato caratteristiche proprie. Mentre il nome è preso dal Syrah in purezza che tanta fortuna ha portato alla piccola cantina dei fratelli Alessandro.
'Mentre i Sauvignon del nord Italia hanno un complesso aromatico spiccato, il nostro è più mentolato, con meno aromi ma più identificabili. Diciamo che il Kaid bianco si presenta con più struttura e con una buona acidità'. A conferirgli queste caratteristiche è il territorio in cui nasce, un terreno tendenzialmente argilloso a 450 metri di altezza.
'Questo Sauvignon Blanc è siciliano. Il territorio gli conferisce peculiarità particolari, rimane sapido, aperto e leggermente minerale, ma dobbiamo aspettare che si evolva nel tempo per poterlo apprezzare. E dalle premesse che abbiamo ottenuto mi aspetto una grande mineralità', dice Bambina.
Diverso non solo all’esame gusto olfattivo, il Kaid lo è anche per la fase di vinificazione a cui va incontro. 'Abbiamo voluto realizzare di proposito dei tonneaux ideali per questo vino, con il 70% di acacia e 30% di doghe di rovere. Che potessero dare rotondità al vino ma senza che cedessero troppo legno snaturandolo', spiega il produttore, come anche l’enologo, secondo cui questo vino, come tutti i vini dell’Isola, non avrebbe bisogno del legno proprio perché matura già in pianta in modo eccellente.
Nato dopo quattro anni di studi e sperimentazioni, il Sauvignon debutterà nel mercato a fine settembre con 10.000 bottiglie. 'Vogliamo andare contro tendenza - dice il produttore - ed educare il consumatore a bere il bianco anche in inverno. Anzi vorremmo che lo si degustasse negli anni. Perché per noi è un vino che nasce per essere longevo. La sua grande acidità lo rende ideale per durare nel tempo. Non è un bianco da bere subito. Forse andiamo contro le abitudini di consumo, ma vogliamo anche proporre una giusta cultura del bere'.
Manuela Laiacona. Fonte: Cronache di gusto
Inserito il 15 Giugno 2010 nella categoria Dicono di noi
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