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Parla Anna Alessandro

Anna Alessandro della cantina Alessandro di Camporeale: Nel 2009 il mercato premierà le aziende di qualità con i vini al giusto prezzo.

Immagine riferita a: Parla Anna Alessandrobotti in cantina da alessandro di camporeale

Vini di qualità al giusto prezzo, per affrontare la crisi

Nonostante la crisi che imperversa da un po’di tempo, e che – secondo molti analisti -  non allenterà a breve la sua morsa su imprese e famiglie, per manifestarsi in tutti i suoi effetti negativi soprattutto nel corso del 2009, il mondo del vino da segnali differenti e, in un cielo denso di nuvole, qualche caldo raggio di sole riesce pure a filtrare per quelle aziende che, con ragionevolezza ed una buona dose di intuito, hanno compreso che, oggi, il mercato è pronto a premiare quei marchi che sapranno al meglio interpretarne i cambiamenti in atto ed offrire i loro vini ad un prezzo più equilibrato e competitivo, restando comunque fedeli ad un concetto alto e vero di qualità.

Una sfida che non si gioca solo sul mercato nostrano, anzi le aziende emergenti che mantengono o incrementano anche di poco le vendite hanno come obiettivo quello di uscire da una dimensione prettamente regionale/nazionale  e rafforzare le quote di fatturato realizzate all’estero. Tutto ciò ha una logica se il tessuto vitivinicolo emergente, soprattutto del centro/sud Italia,  saprà sviluppare una strategia comune per presenziare i mercati esteri, utilizzando l’organizzazione dei consorzi in chiave export su base territoriale, regionale e persino di macroaree come, ad esempio, quella del Mezzogiorno.

E in questo senso qualcosa si sta muovendo in Campania, Sicilia e Puglia, regioni viticole oramai lanciate a ridefinire, in Italia e nel mondo, contenuti ed immagine del vino made in Italy. Una strada tutta in salita ma che, per gli effetti della crisi, diventa ancora più urgente attivare, superando i limiti di un individualismo ancora troppo presente tra i produttori del Belpaese. Un confronto che deve essere compreso e accolto da tutta la filiera, inclusa una parte importante  della ristorazione che, in Italia, è chiamata a ripensare le carte dei vini, includendo nuove aziende e nuove etichette, dove il rapporto qualità/prezzo diventa un criterio importante di selezione, ma non l’unico.

Immagine riferita a: Parla Anna Alessandropanorama di camporeale

Identità e cultura dei territori di produzione

Oltre al rapporto qualità/prezzo che, resta comunque un fattore decisivo, le aziende dovranno saper esprimere al massimo l’identità e la cultura dei territori di produzione, esaltando quel complesso di emozioni e saperi che solo un eccellente bicchiere di vino – unico prodotto al mondo che ha in sé questa particolare forza – sa regalare.  È un cambiamento in atto, soprattutto nei mercati più evoluti e maturi,  stimolato dalle scelte concrete dei consumatori che, non solo per ragioni di portafoglio, sono disposti a conoscere nuove aziende e nuovi prodotti, ovviamente di qualità, ma dove la territorialità diventa un fattore che concorre alla scelta finale del consumatore.

Quali saranno le strategie per riaccendere i consumi di vino – soprattutto nella fascia di prezzo media, sempre più affollata di etichette – come affrontare e soddisfare le esigenze di informazione e formazione che gli appassionati del vino oggi esprimono per orientarsi sul mercato e compiere al meglio le loro scelte e, soprattutto, come gestire questa fase di transizione e di cambiamento che impone alle aziende, in special modo quelle ancora non del tutto visibili sui mercati, di migliorare le loro capacità di diffusione e di distribuzione, senza perdere di vista il marketing e la comunicazione, restano le grandi questioni ancora aperte sul futuro del vino italiano.

Tocca a ciascuna azienda individuare la propria strada, con fantasia, investimenti e nuove figure professionali.  Ne parliamo con Anna Alessandro, responsabile marketing e comunicazione di Alessandro di Camporeale, l’azienda vitivinicola dell’Alto Belice, ad una trentina di chilometri dal capoluogo siciliano, che in questi ultimi mesi sta cercando di dare una risposta concreta alle esigenze di cambiamento che oggi il mercato e la crisi impone all’intero comparto vitivinicolo italiano.

Immagine riferita a: Parla Anna AlessandroAnna Alessandro,
responsabile comunicazione e markenting dell’azienda di famigliaParla Anna Alessandro

'Nessuno oggi, neanche i grandi marchi del vino italiano, può permettersi di stare fermo in attesa che il vento cambi direzione per tornare a gonfiare le vele. Le rendite di posizione di cui ha goduto il vino di qualità siciliano sono, oggi, messe in discussione da una recessione che colpisce tutti, senza riserve, ed occorre prendere con coerenza le giuste misure per ripartire. Intanto dobbiamo metterci in testa un principio essenziale: le crisi si governano perché possono diventare un’occasione importante di sviluppo per quelle aziende che riescono a decifrare meglio l’evoluzione dei mercati, tornando in sintonia con clienti e consumatori.

Io credo che la chiave di volta di questo processo di riavvicinamento  stia nel riportare al centro dei nostri pensieri il rapporto diretto tra aziende e consumatori, soprattutto per quelle piccole e medie, oggi emergenti. Un rapporto che si alimenta con iniziative mirate a far conoscere i territori di produzione, a sviluppare curiosità verso le nostre varietà autoctone, molto valide anche le varietà a bacca bianca, che forse risentono un po’ del grande successo del Nero d’Avola.

In questo rapporto – spiega Anna Alessandro – il web costituisce davvero uno strumento eccezionale per farsi conoscere, per uscire alla luce del sole e migliorare, tutti insieme, l’immagine del vino siciliano nel mondo. Internet è uno strumento straordinario, in Italia ancora sottovalutato nelle sue potenzialità, ma le nuove generazioni esprimono un vero bisogno di conoscenza e il web, se ben gestito e diversificato, può annullare il divario ed aprire per le aziende nuove frontiere di comunicazione e sviluppo; l’importante è crederci'. 

La vostra azienda ci ha creduto davvero, tanto da scalare in pochi mesi, tutte le posizioni di classifica per conquistare un risultato davvero lusinghiero: il settimo posto nella speciale classifica dei migliori siti del vino italiano redatta da Winenews, il più importante portale del settore in Italia.


'Un risultato che ci inorgoglisce e che ci piace condividere con tutti i nostri collaboratori e consulenti. È la prova – afferma Anna Alessandro – che si possono fare le cose utili e nel modo migliore, anche se si è un’azienda piccola, familiare e di territorio. Vogliamo vivere il nostro tempo, affermando un’idea di impresa vitivinicola aperta al mondo ma radicata nel territorio.

Cogliere in pieno il significato profondo di questa era di globalizzazione e di condivisione dove essere global/local richiede davvero uno sforzo di fantasia e di diversificazione che solo conoscenza e cultura riescono a sostenere con profitto. Abbiamo rotto un tabù, nel nostro sito parliamo anche di altre aziende e di altri vini, abbiamo un approccio di apertura e di confronto che internet ha subito apprezzato, facendoci salire in tutti i motori di ricerca più importanti ed autorevoli.

Dietro tutto questo c’è passione, senso di responsabilità, competenza e una buone dose di umiltà che – diciamo – è un sentimento che nel mondo del vino non sempre è presente. E in tempo di crisi, presumere che tu sia immune da errori, è un atteggiamento sbagliato. Credibilità, reputazione ed autorevolezza si costruiscono nel tempo, passo dopo passo, vendemmia dopo vendemmia. Abbiamo radici profonde a cui teniamo con forza perché sono la nostra identità, il nostro modo di essere, ma non abbiamo paura di volgere lo sguardo sul mondo per cogliere le opportunità che ogni giorno ti offre'. 

Parliamo della crisi, ovvero dei suoi riflessi sui consumi di vino e sulle strategie che Alessandro di Camporeale sta attuando per non interrompere il trend di crescita costante che questa azienda ha saputo inanellare anno su anno. Qual è il tuo pensiero?

'Lavorare, lavorare e lavorare. Non c’è una ricetta diversa. Il nostro impegno è oggi rivolto a consolidare i mercati in cui i nostri vini sono distribuiti ed a penetrarne di nuovi, in una logica di diversificazione e di flessibilità che fa bene all’impresa ma anche al consumatore che può scegliere così i suoi vini su un’offerta più ampia.

Le aziende – soprattutto quelle emergenti – devono strategicamente cambiare il loro approccio commerciale, sviluppare una propria strategia di penetrazione del mercato e attrezzarsi in marketing e comunicazione. Scelte che richiedono lucidità progettuale, rigore produttivo e ovviamente una politica di investimenti selettiva e bilanciata,  investendo e programmando per tempo.

Il cuore di tutto sta nell’aver  posizionato i nostri vini ad un prezzo equilibrato e più in linea con la propensione attuale ai consumi, nel senso che i nostri prezzi non erano esageratamente alti ed hanno saputo mantenere nel tempo un ottimo rapporto con la qualità del prodotto. Questo si è reso possibile solo perché in azienda, nel vigneto come in cantina, tutti i processi produttivi sono organizzati per ottimizzare i costi di produzione in un ottica di gestione attenta delle risorse.

Noi vinifichiamo solo le nostre uve, tutte le attività culturali nei vigneti sono dirette e controllate da noi; come ovviamente accade anche in cantina. Non ci sono sprechi e i costi cerchiamo di contenerli entri i budget predefiniti, con un controllo di gestione scrupoloso come quello che esercitiamo nel produrre i nostri vini'.

Immagine riferita a: Parla Anna AlessandroMomento di
degustazione del KaidTra un po’ finirete i lavori di ampliamento della Cantina di Mandranova. Un investimento importante per il futuro dell’azienda, sostenuto anche da segnali positivi che vi riconosce il mercato.

'Sì, lo scorso giugno sono partiti i lavori di ampliamento della cantina che ci consentirà di lavorare ancora meglio e di concludere tutte le fasi produttive in azienda. Disporremo di una nuova barriccaia e di nuovi spazi per la vinificazione e l’affinamento delle bottiglie. Razionalità, efficienza, ambienti di lavoro più confortevoli ma anche grande sobrietà e rigore stilistico, così sarà la nuova cantina che inaugureremo per Cantine Aperte a maggio. Cresciamo strutturalmente anche perché il mercato ci ha sempre capito e sostenuto.

Il 2008 si è chiuso con una netta ripresa degli ordinativi e gli effetti positivi  si sono fatti sentire ed hanno generato un maggiore ottimismo nell’ambiente. Ma non dobbiamo lasciare nulla al caso, occorre inserire una nuova marcia, soprattutto nell’export, creando nei paesi in cui siamo già distribuiti nuove occasioni di visibilità e di contatto con i consumatori.

Vogliamo ampliare le iniziative aperte agli appassionati del vino, organizzate presso ristoranti ed enoteche, per presentare l’azienda e i nostri prodotti personalmente, dando il senso autentico del nostro impegno produttivo. L’amore per la nostra terra e la passione per il vino sono in noi così forti che riusciamo a trasmettere davvero questi sentimenti e questo attaccamento, direi filiale.

I nostri vigneti li inondiamo di coccole, c’è mio zio Natale che, ogni giorno, anche in inverno, quando le vigne sono a riposo, si percorre i filari come fossero creature a cui non è possibile far mancare l’affetto. Da gente fatta così, dal cuore ancora legato alla cultura contadina, giunge un messaggio straordinario di dedizione totale che davvero ci unisce tutti e ci fa sentire partecipi di un grande sogno e di una bella visione: realizzare ed affermare un’azienda del vino di qualità, senza tradire le nostre radici e i nostri sentimenti, genuini e semplici. Una rarità preziosa in questi tempi.

Chi incontra i nostri sguardi viene incredibilmente coinvolto da questa passione e da questa sacralità del lavoro. Non ci ammantiamo dei fregi di una parte del mondo del vino chiuso in se stesso, elitario e lontano. Noi siamo veri. E questa dote viene percepita da chi ci conosce personalmente. Una dimostrazione effettiva di quanto sia ancora importante il rapporto diretto tra produttore e appassionati, anche se siamo figli di culture  diverse ed usiamo linguaggi diversi. In fondo il vino è davvero un prodotto universale che ha una sua intriseca capacità di emozionare i sensi; ed è su questa onda di simpatia che vogliamo proseguire il nostro cammino di azienda emergente e di nicchia'.

Immagine riferita a: Parla Anna AlessandroI vigneti di
Mandranova a 470 metri sul  livello del mare Alessandro di Camporeale si identifica fortemente con il suo vino di punta, il Kaid, considerato dai winelover il più buono e affascinante Syrah della Sicilia; su questo caposaldo dell’enologia siciliana, avete ampliato la gamma produttiva, con altri due vini e, nel 2008, è uscita una prodigiosa vendemmia tardiva del Kaid, poche migliaia di bottiglie, ma di eccezionale valore nel panorama dei vini dolci prodotti da uve a bacca rossa. Come ha risposto il mercato?  

'Con entusiasmo e vera sorpresa per un vino, unico nel suo genere e che ha un percorso produttivo estremamente complesso, difficile e fortemente legato all’andamento della vendemmia e al manifestarsi di particolari condizioni climatiche. I grappoli di Syrah del vigneto di Mandranova sono ad uno ad uno pinzati in modo da interrompere il flusso tra pianta e frutto, senza reciderli; si avvia una lenta surmaturazione delle uve, con una graduale e naturale disidratazione.

La parte del vigneto di Syrah destinata a produrre le uve per questo vino è posta un po’ più in alto ed esposta al vento, in modo da facilitare questo processo di riduzione e concentrazione e di continua asciugatura degli acini. Poi, a fine ottobre, la raccolta manuale delle uve ed una ulteriore selezione dei grappoli migliori, con rese davvero limitatissime e preziose per pianta, in modo da vinificare solo uve perfette, al giusto grado di appassimento e ripulite dagli eventuali acini compromessi.

Un lavoro meticoloso, dove esperienza e abilità manuale, diventano fattori essenziali per raggiungere l’obiettivo. Vinificazione classica e affinamento per 15 mesi in barriques e sei in bottiglia fanno del Kaid vendemmia tardiva 2006 un raffinato vino da meditazione, impareggiabile gustato con cioccolato fondente. In questo primo anno di produzione, il Kaid vendemmia tardiva è arrivato nelle enoteche e nei ristoranti di Italia e Germania, riscuotendo un successo davvero straordinario.

È un vino che esce dall’azienda solo su prenotazione e per un numero di bottiglie limitato a cliente. In meno di quattro mesi dall’uscita, abbiamo già distribuito il 60% della quota complessiva prevista per il primo anno di commercializzazione. Da quest’anno andrà pure sul mercato statunitense, dove ha trovato un’accoglienza del tutto straordinaria'.

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Inserito il 28 Gennaio 2009 nella categoria Comunicati

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